La "parte di Dio"

I primi che ottennero nelle forme da loro lavorate quei caratteri tipici del prodotto, che ancora oggi ne proclamano la superiorita su ogni altro formaggio, videro che quel che avevano fatto era bene, era qualcosa che non si poteva più migliorare; e, da uomini saggi, si contentarono della eccellenza qualitativa raggiunta.Avevano ottenuto un premio alla loro opera amorosa, al loro impegno; ma come per ogni lavoro creativo (ed è spesso opera d'arte anche quella originale dell'umile artigiano) non era mancata "la parte di Dio"; infatti, oltre alla mano dell'uomo, molti altri elementi indipendenti dai suoi sforzi avevano concorso a produrre il risultato perfetto. Sono elementi che raramente si riscontrano altrove e mai nella stessa miracolosa composizione: la formazione geologica del terreno, la particolarità del clima, il tipo e la ricchezza dei foraggi e la peculiarità degli allevamenti, quella dosata combinazione di circostanze agro-geo-ambientali ed umane che permette la produzione di un latte di pregio, diverso anche da quello di zone geograficamente vicine, l'unico latte che può dar origine a un formaggio eccezionale, capace di una maturazione lentissima, che lo carica di sapori inimitabili.E' invece da attribuire tutto agli uomini il merito di aver conservato orgogliosamente attraverso i secoli le patenti di nobiltà del Parmigiano-Rcggiano: di non aver ceduto, nemmeno oggi - in cui tutto è tecnologia ed innovazione - agli allettamenti della semplificazione delle funzioni e della attività, continuando nella loro fatica e nel loro rischio, ostinandosi con lealtà e con fierezza a fare il loro formaggio solo col latte, col caglio, col fuoco e con l'arte dei casari; perseverando nell'osservanza schietta e rigorosa di metodi secolari e nell'applicazione di una tecnica che è frutto di particolare vocazione e di maturata esperienza.