Qui sotto sono riprodotti il frontespizio del "Libro
Novo" di Cristoforo di Messisbugo e una parte del menu citato nel testo. Nelle pagine
seguenti, la riproduzione del frontespizio del commento cinquecentesco ad Apicio; a fianco
il brano in latino, che tradotto suona cosi: "due sono oggi in Italia le specie di
formaggio che si contendono it prilmato: 'il marzolino', cosi chiamato dagli etruschi
perchè si fa in Etruria nel mese di marzo e il Parmigiano nella regione cisalpina, che si
può anchc chiamare 'maggengo', dal mese di maggio". L'altra citazione, è tratta da
un libro di Francesco Maria Grapaldo, dove si commentano passi di Vitruvio e di altri
autori latini; eccone le traduzioni: "Formaggio Parmigiano: ai nostri tempi in Italia
si dà un primato di qualità al formaggio Parmigiano, mentre un tempo si vantava
l'abbondanza della lana. Di qui il distico: .... sono il nobile frutto del latte di
Parma.... ".
Come si fa il Parmigiano-Reggiano
Il verbo "fare" va benissimo in questo caso, perchè il
Parmigiano-Reggiano non si fabbrica, ma "si fa", oggi come sette secoli or sono,
con gli ingredienti essenziall e genuini: il latte pregiato della zona tipica, fuoco e il
caglio, coi buoni metodi antichi, con l'arte e la pazienza del casaro. E poi invecchia
naturalmente per due anni e più; e anche questo è lavoro, perchè bisogna pulire e
rivoltare le forme, curarle, sorvegliarle; ed è anche rischio e trepidazione, perchè il
miracolo della perfetta maturazione è essenzialinente affidato alla natura.Una
fondamentale differenza. Comincia proprio, qui la fondanientale differenza tra il
Parmigiano-Reggiano e i formaggi similari di altra provenienza, spesso confusi nella
generica denominazione "grana". Questi ultimi sono prevalentemente formaggi
industriali, prodotti in grandi caseifici con metodologie standardizzate che consentono di
minimizzare i costi di trasformazione, ma che non possono dare al prodotto quella delicata
sintesi di sapori e di qualità che solo una lavorazione artigiana e una maturazione
naturale e lentissima riescono ad esprimere. Da aggiungere che la materia prima è
diversa: il latte
della zona tipica del Parmigiano-Reggiano è unico, proprio per le caratteristiche
ambientali (natura del terreno, tipo delle colture, alimentazione del bestiame e tipo
degli allevamenti) che solo qui sono fuse in un'armonia perfetta.
I produttori del Parmigiano-Reggiano sacrificano le ragioni economiche all'eccellenza del prodotto, perchè sanno che il piccolo miracolo di un formaggio come questo si può ottenere solo in caseifici di non grandi dimensioni, dove il latte giunge dalle stalle vicine ed ha perciò caratteri altamente omogenei. Com'è logico, il latte viene controllato con gli strumenti che la chimica e la tecnologia mettono oggi a disposizione dell'arte casearia, ma li si ferma l'intervento della scienza e della tecnica moderna. Il latte viene lavorato così com'è: vivo, naturale e nessun elemento estraneo (antifermentativi o conservanti o coloranti o simili) interviene ad attenuare il rischio della produzione o a modificare i processi naturali che danno al Parmigiano-Reggiano il suo inimitabile sapore.